Fine ‘800/Lampade a gas in Città e combattimenti di fuochi d’aria

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Festeggiamenti indimenticabili nel racconto di Sante De Sanctis.

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I quattro giorni di festa di Sant’O­ronzo normalmente celebrati alla fine dell’Ottocento costitu­ivano un maestoso e imponente spettacolo con fuochi, bande, luminarie, riti liturgici molto solenni e grandissima partecipazione di re­sidente e forestieri. Sul finire del se­colo, risultarono “Ammirati da tutti i combattimenti di fuochi d’aria variati con bolidi, bello il tempio gotico decorato da vari colori e in ultimo illuminati di luce riflessa. Bellissimi i due grandi ventagli composti di grosse piogge di fuoco con colori misti a doppia ripresa…”, secondo quanto Sante De Sanctis nel 1890 documentò nel suo noto volume sui Patroni leccesi. La città era illumi­nata dalle lampade a gas, oltre che di tanti colori dei fuochi di bengala nelle zone principali, come piazza del Duomo e piazza Sant’Oronzo e le vie Vittorio Emanuele, S. Mar­co, e Dell’Erbe. Ma certamente le manifestazioni comprendevano pure momenti di autentica preghiera, come si può facilmente costatare in modo “evidentissimo” dallo “scambiarsi che fanno in ogni mezz’ora e per tutta la giornata, i rappresentanti di tutte le nostre laicali confraternite, che si avvicendano nell’adorazione del Venerabile nella divisa della propria Compagnia. E fervorissimo riesce pure il finale Te Deum…” (ivi). Un importante ausilio per le valutazioni è fornito dal giornale cattolico dioce­sano Il Vessillo della Verità, che con le sue notizie evidenziò “gli apprez­zamenti” della festa.

COPERTINA LIBRO

I festeggiamenti erano molto sentiti dalla popolazione. Non mancarono critiche concernenti il programma musicale e alcuni fuo­chi d’artificio non accesi; ci furono comunque momenti “elettrizzanti” per alcune esecuzioni musicali, tanto che “eri costretto a pregare, a temere, a sperare, a gioire, a piangere”. Il con­siderevole ruolo della musica Sacra fu anche dovuto all’interpretazione di rinomati musicisti, quali Mustafà e Capocci, e il terzetto composto da Bonuci, Cesari e Cotogni che incan­tarono gli ascoltatori. Da sottolineare il qualificato impegno culturale della festa, durante la quale, continuando un’antica tradizione, delle “Accade­mie letterarie”, il Seminario organiz­zò un momento molto apprezzato con gli alunni, confermando la “gloriosa fama che meritatamente gode di Istituto fiorente nelle lettere e nelle scienze”. L’accademia, dedicata al Vescovo Mons. Zola, si incentrò sul tema: “S. Oronzo vero genio evan­gelizzatore del Salento” e presentò sonetti, odi, canti. La gente gradiva fortemente la complessa ed articolata programmazione, partecipando con grande entusiasmo ai diversi eventi. “Fin dalle 9 del mattino, documen­tò ancora il citato autore, il tempio rigurgita da ogni parte, ed altre torme ancora lo assiepano, lo prendono quasi d’assalto. Ognuno vuol prender parte al grandioso spettacolo, regna una ressa indicibile…”: evidentemen­te quel modello di festa corrispondeva profondamente alla religiosità e alla cultura del tempo.

 


MUNICIPIO DI LECCE

Per le Feste Religiose e Civili

di S. Oronzo nei giorni 23, 24, 25 e 26 agosto 1890 

PROGRAMMA 

CITTADINI,

“Se le solennità religiose e le civiche feste mirarono sempre a rav­vivare il movimento morale ed economico dei popoli le festive comme­morazioni di quei forti Personaggi, che seppero dare viva impronta di sé all’ingrandimento della Patria ed ai fasti della Religione furon sempre potenti fattori di sapere e virtù”. “A questi sublimi ideali s’ispirano i festeggiamenti religiosi e civili, che Lecce, nel suo Municipio e nel suo popolo, continuando le tradizioni dei secoli intende tributare all’inclito Protomartire della Japigia ed al suo vigile Patrono S. Oronzio. Imperocché la fede ed il culto al Martire ed al Protettore, nonché affievolire, rinforzano e fan risplendere i trovati dalle stesse umane civiltà”. Cittadini, “Cooperate anche voi al buon riuscimento dell’opera, ed innanzi al forestiere, che in tale incontro ci onora, vi affermerete, ancora una volta, popolo eminentemente religioso e civille”.

GIORNO 15 AGOSTO

“Ore 7 pom. Nel Duomo, messo a festa, avrà principio l’undena, con musica alla Palestrina del Maestro Giacomo Martucci. Le compagnie musicali suon errano per la città dalla 6 alle 8 e mezzo di sera”.

GIORNO 23

“Ore 6 pom. Nel Duomo, accademia di poesia data in onore del Santo dagli alunni del Seminario, con intervento delle Autorità Ecclesiastiche e Civili”.

GIORNO 24

“Ore 6 ant. Le compagnie musicali (Cittadina, Cesi ed Ospizio Garibal­di) in giro per la città sino alle ore 8.

Ore 6 pom. Processione solenne delle Statue dei Santi protettori per le vie principali della Città, con l’intervento di tutte le confraternite, del Reverend.mo Capitolo, e delle Autorità Civili ed Ecclesiastiche. Al ritorno della processione in Chiesa, straordinaria illuminazione a fuochi di bengala della grandiosa torre del Duomo, lavoro del pirotecnico Michele Botrugno.

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GIORNO 25

“Dalle ore 6 alle ore 8 ant. Bande Musicali in giro per la Città (Cittadi­na, Ospizio Garibaldi, Cesi e Montemesola). Dalle ore 8 ½ alle 11 ½ concerti in varie piazze. Ore 10 ant. Nel Duomo Messa Solenne con assistenza Pontificale di S. E. Rma Mons. Salvatore Luigi de’ Conti Zola. Musica composta e diretta dal Comm. Augusto Moriconi, Maestro della Basilica Liberiana di Roma”.

GIORNO 26

“Dalle ore 6 alle ore 8 ant. Bande in giro per la Città. Dalle 8 e mezzo alle 11 e mezzo concerti in varie piazze. Ore 11. Nel Duomo Messa Pontificale, celebrata da S. E. Mons. Salvatore Luigi de’ Conti Zola. Musica composta dal Maestro Moriconi per la Messa di S. Oronzo, ed eseguita dai cantanti come nel giorno precedente. Dalle ore 4 e mezzo alle ore 6 e mezzo bande in giro. Dalle ore 6 a 7 e mezzo corso di gala nelle vie Tribunali, Vittorio Emanuele, Giuseppe Palmieri. Concerti Musicali nelle Piazze Arco di Trionfo, Panzera, del Duomo e Tribunali. Ore 7 e mezzo. In Duomo compimento delle feste religiose con musica dei professori romani e benedizione impartita da S. E. R.ma Mons. Zola. In Piazze illuminazione e concerti di bande sino alle ore 1 ant. Ore 10. Porrà fine alla festa l’accensione di un fuoco artificiale del pirotecnico Romano G. Batt. Marazzi.

GIORNO 27

Funzione di espiazione e ringraziamento. Ricorda la preservazione della nostra Città dallo spaventoso terremoto del 27 Agosto 1886. In questo giorno il nostro popolo si astiene dal lavoro e passa la giornata in Chiesa, dove dalle prime ore del mattino sino a sera inoltrata resta esposto sull’Altare Massimo Gesù in Sagramento.

Pagine a cura di Massimiliano Martena