articolo ripreso da portalecce
e scritto da Andrea Pino
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Si sono tenuti nei giorni scorsi, presso il salone dell’episcopio di Lecce, i lavori del convegno “Sant’Oronzo: storia, letteratura, arte“, realizzato grazie alla collaborazione tra l’arcidiocesi, il Dipartimento di beni culturali dell’Università del Salento, l’Istituto metropolitano di scienze religiose “don Tonino Bello” e la locale sezione della Società di storia patria.

 

 

 

Tra i numerosi ed interessanti interventi, che hanno visto come protagonisti anche i membri dell’equipe organizzatrice, composta dai professori Mario Spedicato, Paolo Agostino Vetrugno ed Alessandro Laporta e dai sacerdoti don Michele Giannone e don Antonio Bergamo, molto apprezzate dall’uditorio sono state le relazioni della prof.ssa Marcella Campanelli dell’Università Federico II di Napoli e dello studioso Massimino Iannone della Società di storia patria del Cilento.

La prof.ssa Campanelli, nello specifico, ha voluto intitolare il proprio intervento “Il corpo dei santi e la città moderna” mettendo in risalto come la custodia e la venerazione dei sacri resti di un protettore civico abbia costituito, nei secoli passati, uno dei fattori di primaria importanza per la costituzione di una chiara e definita “identità religioso-culturale” nelle città del Meridione italiano.

Altrettanto profonda la relazione del prof. Iannone che ha voluto dedicare il proprio lavoro ad una ricostruzione biografica della figura del vescovo Luigi Pappacoda, grande protagonista del risveglio del culto oronziano nel Salento in epoca barocca, e soprattutto al decisivo ruolo svolto dal card. Francesco Maria Brancaccio nel riconoscimento ufficiale del patronato oronziano sulla città di Lecce. Tematica quest’ultima che forse non era stata ancora messa pienamente in risalto negli studi dedicati in passato al protomartire appulo.

Entusiasmante si è rivelata inoltre la relazione del prof. Valerio Ugenti dell’Università del Salento, dal titolo “Sant’Oronzo tra storia e leggenda“, che partendo dalla diffusione del nome latino Orontius in epoca antica ha individuato nella presenza del personaggio di San Paolo apostolo nei racconti della passio orontiana un vero unicum nella tradizione cristiana popolare dell’intero Mezzogiorno e dunque un possibile ma nitido indizio di credibilità della vicenda agiografica del santo.

Da segnalare inoltre l’intervento dell’archivista e storico turese Egidio Buccino che, trattando della “Tradizione oronziana a Turi e nelle Murge baresi“, ha nitidamente ricostruito le vicende storico-religiose svoltesi intorno alla Sacra Grotta venerata nel comune dell’entroterra barese ed allo sviluppo della devozione locale verso il santo.

Nei prossimi mesi verranno pubblicati in un volume celebrativo tutti i contributi scientifici presentato al convegno.

Foto di Arturo Caprioli

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