articolo ripreso da portalecce
e scritto da Andrea Pino
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Il Giubileo Oronziano delle confraternite ha lasciato un segno nel profondo dell’animo dei confratelli e consorelle che lo scorso sabato 11 giugno vi hanno preso parte.

 

 

 

Provenienti dai paesi e dalla città della diocesi con le loro insegne e labari, circa 30 confraternite, si sono ritrovate con animo gioioso presso la basilica del Rosario. Accolti dal delegato arcivescovile, mons. Gino Scardino, si sono uniti in preghiera invocando Maria, regina del Rosario.

L’arcivescovo Michele Seccia ha rivolto a tutti una forte esortazione a sentirsi parte viva della Chiesa e a testimoniare agli altri l’esperienza ecclesiale e confraternale vissuta insieme celebrando il giubileo.

Mons. Mauro Carlino, rettore della basilica, presentando il motivo del loro convenire a Lecce ha fatto memoria storica del Giubileo Oronziano e ha esortato a vivere in pienezza l’attraversamento della Porta Santa, lasciandosi custodire da Cristo Buon Pastore.

L’arcivescovo emerito di San Severo, mons. Lucio Renna, ha presieduto in cattedrale la solenne concelebrazione eucaristica. Nell’omelia ha proposto un’intensa riflessione sulla spiritualità che caratterizzano e che dovrebbe plasmare la vita di coloro che fanno parte di una confraternita, consapevoli che nella storia dei sodalizi “si frammischiano fasci di luci e zone d’ombra”. In modo schematico, il presule ha poi presentato cinque punti come base per maturare nel cammino confraternale uno stile di vita cristiano ed ecclesiale: il confratello ama il suo tempo e la sua gente; è immerso ma non sommerso nel quotidiano; vive la cultura della comunione e della condivisione; si impegna in un cammino di fraternità; e di formazione permanente.

Al termine il delegato vescovile ha ringraziato il Signore per l’evento di grazia che le confraternite hanno vissuto insieme e ha ringraziato l’arcivescovo per l’amorevolezza che manifesta verso tutti i confratelli e consorelle e inoltre un vero sentimento di gratitudine a mons. Renna le cui proposte omiletiche saranno punto di riferimento per la formazione e la crescita spirituale, sociale ed ecclesiale di quanti fanno parte dei sodalizi.

 

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli

 

 

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