IL VESCOVO: SUCCESSORE DEGLI APOSTOLI PER MANO DI SAN PAOLO CONVERTITO ED EVANGELIZZATORE

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Il culto e la devozione a sant’Oronzo affondano le proprie origini nell’antica tradizione della Chiesa leccese, secondo la quale Oronzo sarebbe stato il primo Vescovo e martire del capoluogo salentino. Oggi, tale tradizione viene relegata da alcuni a semplice leggenda, quasi ad indicare la scarsità di fonti e notizie storiche che ruotano intorno alla figura del martire leccese. In realtà, nell’antichità, il termine “legenda”, lungi dal significare un racconto privo di fondamento storico, contrassegnava piuttosto una vera storia che era doveroso leggere e conoscere, secondo l’espressione latina di “legenda”, ossia “da leggersi”.

In effetti, se gli episodi della vita del santo Vescovo avvennero nel I secolo dopo Cristo, essi sono stati tramandati fino ad ora, proprio in virtù dell’importanza che rivestono nella storia della Chiesa salentina. Innanzi tutto si deve a sant’Oronzo la primissima evangelizzazione delle nostre terre. Prima in qualità di convertito e poi, soprattutto, in quanto Vescovo, Oronzo si sentì chiamato al dovere dell’evangelizzazione, anche a costo del Sacrificio della propria vita. Sebbene non avesse una conoscenza teologica approfondita del mistero di Cristo, il Santo leccese ne aveva vissuto l’incontro personale, che gli aveva cambiato la vita e lo aveva spinto ad affidarsi unicamente a Lui. Nella vita di Oronzo si poteva rispecchiare quanto il Santo Padre Paolo VI ebbe a dire ai pastori di anime: “Il mondo contemporaneo abbisogna più di testimoni che di maestri”. Il Vescovo Oronzo apparteneva proprio a quella schiera di Pastori che, uniti a Cristo, dovevano testimoniare con la vita il Vangelo che predicavano con la parola. Oronzo incarnava poi un altro ideale fondamentale per l’identità e la missione di un Vescovo. Egli, infatti, a buona ragione si sentiva ed era un successore degli Apostoli, non soltanto perché la sua conversione fu legata all’incontro con San Giusto, discepolo dell’Apostolo Paolo, che Oronzo avrebbe ritrovato quasi esanime sulle coste del basso Adriatico ed avrebbe poi rifocillato, bensì perché persino la nomina a Vescovo della città di Lecce, secondo la tradizione, sarebbe avvenuta per mano di Paolo. S. Oronzo, allora, rappresenta quel saldo punto di riferimento che collega la Chiesa leccese alla tradizione apostolica. Il Vescovo, in piena comunione con Pietro, è garanzia della trasmissione autentica del deposito della fede. Nella vita di S.Oronzo, tale fede fu eroicamente testimoniata, tanto da non conoscere né reticenze, né omissioni, ma da essere integralmente custodita fino al martirio.

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Infine, S. Oronzo non fu solo un Vescovo evangelizzatore, ma fu un Pastore d’anime ricolmo dello spirito di orazione. Il Vescovo, infatti, anche oggi è chiamato ad essere maestro di preghiera, sempre pronto ad elevare le mani verso Dio, in favore del suo popolo. Tale dimensione caratterizzò l’intera vita del Santo Leccese, al quale non solo vennero attribuiti in vita numerosi prodigi, ma che, persino sul punto di morte, avrebbe rivolto il suo sguardo verso la Città benedicendola ed assicurandone la celestiale protezione. Arricchita da questo esimio esempio di santità, la Chiesa di Lecce, benedetta da Dio fin dalle sue origini, è chiamata riproporre al mondo di oggi quel Vangelo che ha ricevuto e a testimoniarlo con la donazione della sua stessa vita.

Mauro Carlino