In data 10 novembre 1858 don Salvatore Morelli, autore del libretto Il martirio di S. Oronzo, nella prefazione, lo dedicava a S.E. mons. Nicola Caputo, vescovo di Lecce.

Scriveva: La solenne commemorazione del martirio di S. Oronzo, che il civile popolo di Lecce festeggia, m’ispirò il pensiero di farne una descrizione, onde con l’organo della stampa periodica rendere conto al mondo cristiano il fervido zelo con che si onorino i Martiri della Verità nel mio paese.

Così continuava: Però messo all’opera… mi trovai cacciato in un campo vastissimo… il quale mi imponeva il debito di pubblicarlo particolarmente, acciò se ne divulgassero sempre più la Carità e i miracoli tra quelle classi, che tanto credono e magnificano l’eroismo, in quanto si offra loro maggior prestigio nei confronti della vita, che lo tramandano alla posterità… Il vescovo mons. Caputo gli rispose con la seguente dichiarazione: Un intenso e vivo compiacimento prova il mio cuore nel vedermi da V.S. ill.ma onorato avendo voluto a me dedicare l’opera “Il martirio di S. Oronzo”, parto della di Lei pietà e frutto di mente illuminata. E’ un dono prezioso ai miei figli, i Leccesi, ed è a me un altro pegno della Carità del Santo, che per quarant’anni incessantemente sorregge la mia nullezza.

Per sì glorioso Protettore, cui fanno testimonianza le Generazioni di diciannove secoli, è scorso sì lunghissimo tempo, nel quale ho sempre veduto e toccato il suo Patrocinio, ed ora in questo di Lei nobile, e pietoso concetto trovo e per essi e per me un tratto ancora della Divina Provvidenza a confortare sempre più la fiducia, la confidenza nel Banditore e Fondatore della Fede di Gesù Cristo in queste Regioni, perché sia pura, intatta, confessata, e professata, e però e da me e da Essi, Figli miei dilettissimi, se ne possano conseguire le Promesse, e la Vita Eterna.

Sia Maria senza macchia originale, e Genitrice di Dio, che colmi V.S. ill.ma di ogni grazia, ed accetti i miei ringraziamenti, che di tutto cuore le rendo (Lecce, 30 novembre 1858).

Il libretto veniva stampato nello stesso anno 1858 nella Tipografia di Nicola Del Vecchio, ubicata nel Largo San Matteo. E’ composto di 115 pagine 16 x 11 e presenta una incisione simbolo del martirio di S. Oronzo a firma di Giuseppe Romano, qualificato e rinomato maestro, continuato dai discendenti di quattro generazioni e oggi di Vincenzo Romano.

La testimonianza del Morelli fa parte della tradizione circa la profonda pietà popolare dei leccesi verso il Patrono e si inserisce in una credenza che attraversa i secoli e che i Leccesi hanno accettata e professata pur nell’alternanza di ombre e di luci.

Presso l’altare di S. Oronzo che è nel Santuario fuori le mura cittadine – la fede avita si rinnovelli perché si concretizzi in un camminare insieme della comunità diocesana, così che cresca nella fede, nella speranza, nella carità.

I pellegrinaggi siano simbolici e significativi nel cammino di fede: i pellegrini attingano, dagli esempi e dagli insegnamenti del Patrono, forza ed entusiasmo per meglio esprimere la testimonianza cristiana, individuale e comunitaria, nel mondo ecclesiale e civile.