JUBILAEUM ORONTIANUM LYCIENSE. 400 giovani neocatecumenali inviati sulle orme di Oronzo

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articolo ripreso da portalecce
e scritto da Andrea Pino
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Domani 18 agosto circa 400 giovani delle comunità del Cammino neocatecumenale del Salento e della Calabria saranno impegnati in una giornata di evangelizzazione che si svilupperà in tutto il territorio salentino.

 

 

La liturgia del mandato si svolgerà a Lecce presso la chiesa di Sant’Irene alle 10.30 e sarà presieduta dall’arcivescovo Michele Seccia che invierà 150 equipe ad annunciare l’amore di Dio alla vita delle persone e terminerà la sera alle 18.30 presso la parrocchia di San Giovanni Battista a Lecce.

L’incontro è stato organizzato proprio durante i giorni in cui la Chiesa di Lecce fa memoria degli undici giorni di prigionia che Sant‘Oronzo dovette affrontare prima di essere ucciso per aver predicato il vangelo. La Chiesa di Lecce durante tutto quest’anno ha preparato diverse iniziative per l’anno giubilare del suo patrono e le comunità neocatecumenali si uniscono alla gioia della diocesi con questo evento di evangelizzazione sulle orme di Sant’Oronzo.

L’evangelizzazione è uno strumento che contraddistingue l’opera della Chiesa, suscitato direttamente da Gesù che ha detto ai suoi discepoli, “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo” (Mc 16,15-20) e in un altro punto sempre in riferimento alla predicazione Gesù dice “Ecco io sono con voi fino alle fine del mondo” (Mt 28,20) dunque Cristo è presente nell’evangelizzazione, il suo Spirito si manifesta quando viene predicato il Vangelo. Ne dà testimonianza San Paolo uno dei primissimi predicatori il quale scrive alle comunità di Corinto “Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione” (1Cor 1,21) ciò sta ad indicare che la salvezza, la fede si genera nelle persone che credono attraverso l’ascolto della predicazione. Ecco che si rende necessario predicare in quanto ci sono persone che attendono di incontrare Cristo affinché Egli possa donare a loro il suo Spirito per affrontare le sofferenze della loro vita, per avere un senso nella loro storia e per vivere da risorti.

 

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