Una “Orazione panegirica” dei nostri Santi Patroni fu detta il 25 agosto 1894 nella Cattedrale dal Vescovo di Nusco (Avellino) Mons. Emilio Todisco-Grande e pubblicata dal “Vessillo cattolico” delle Puglie il 29 agosto 1894 e poi in fascicolo per i tipi della Tipografia Cooperativa di Lecce nello stesso anno.

Presentandola ai lettori, il Vescovo professava la sua riluttanza nel dare alla stampa il testo: dava poi il suo assenso per l’interessamento di persone “alle quali mi piace esprimere riverenza e amore: fra le altre, l’ottimo ed a me carissimo Monsignor Zola”.

Nel seguente brano il Vescovo esortava i leccesi a perseverare nella viva rimembranza di Sant’Oronzo, primo Vescovo, Apostolo, Martire, protettore di Lecce, che raccoglie in mezzo a voi riverenza, devozione, amore: echeggiati ogni anno tali sentimenti nelle feste che celebrate…

Due gli furono compagni nella prima conversione, che ricevette da uno ed estese all’altro nell’apostolato, nel martirio. Sono San Giusto e San Fortunato: quegli il messaggero di Dio che portò a Lui, idolatra ancora, il Verbo nuovo del Vangelo; questi il primo dei leccesi, al quale si estesero da Oronzio il Verbo e la Grazia”…

Lecce, esulta e loda – Patria di Oronzio e dei compagni, campo del loro apostolato; ti chiamerai anche il teatro della loro apoteosi, il luogo che Dio incoronò tre volte con la corona della Gloria…”.