Perché venerarli?

I Santi sono venerati perché “Le anime dei giusti sono in Dio… Nel giorno del giudizio risplenderanno…
Il Signore sarà loro re per sempre… Coloro che gli sono fedeli vivranno presso di Lui nell’amore… Grazia e misericordia sono riservati ai suoi eletti” (Sapienza 3, I ss.).
I Santi sono venerati perché hanno vissuto il Vangelo al culmine della totale dedizione di se stessi: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”, dice il Signore.
Sant’Agostino commenta: “Essi hanno toccato il vertice di quell’amore che il Signore ha definito il più grande possibile. Hanno presentato ai loro fratelli quella stessa testimonianza di amore, che essi avevano ricevuto alla mensa del Signore… Manteniamoci sulla loro scia e amiamoci gli uni gli altri come Cristo ha amato noi, dando se stesso per noi”.
I Santi sono venerati perché “testimoni di Cristo e Maestri di vita cristiana…”, perché con il loro fulgido esempio sono i modelli sicuri da imitare, sono i difensori della giustizia e della Carità sono insigni penitenti e amici di chi a loro si affida.

Un destino incomparabile

Mente e cuore dei cristiani sono protesi verso i Santi Patroni, considerando il loro meraviglioso destino: “Fedeli fino al sangue per Cristo i Martiri hanno conseguito un premio eterno. Percorsero un cammino meraviglioso, osservando i precetti di Dio.
I Martiri hanno dato la vita per Cristo: disprezzarono le minacce dei giudici e gli onori terreni, e hanno ricevuto la gloria eterna.
Il Signore li condusse per retti sentieri, rivelò loro il Regno di Dio”.
“Beati i Martiri, campioni della fede, intercessori del mondo, araldi del Regno, coeredi di Dio” (Sant’Ambrogio).

Martirio incruento

“Ogni anima che cerca con purezza la conoscenza di Dio e obbedisce ai Comandamenti di Dio è “martire” sia nella vita sia nelle parole.
Essa, infatti, pur se non il sangue versa, la sua fede, esalta poiché per la fede va incontro al martirio, sia pure in maniera diversa dal comune, vivendo la norma del Vangelo per amore del suo Signore” (Clemente Alessandrino).
Osservando il Vangelo “con la coscienza, con tutta la vita, con tutte le opere” (Sant’Agostino), i cristiani che a tal fine si adoperano, si possono fregiare di essere i martiri nel nostro oggi in cui i divini Comandamenti, il Vangelo sono disprezzati pur essendo la difesa e la promozione dei diritti primari della persona.
I Comandamenti, il Vangelo, difatti, – nonostante il disprezzo – rimangono l’unica alternativa al caos ideologico e comportamentale, alle prepotenze e alle arroganze e soprusi di chi detiene il potere politico ed economico.
I Comandamenti, il Vangelo offrono possibilità di una giusta e retta convivenza umana e per i cristiani in proiezione, l’approdo alla “vita eterna”.

In difesa della verità oggi

In questo nostro oggi, il cristiano può – e deve per coerenza – essere il testimone della Verità evangelica, secondo il mandato di Cristo, annunciarlo sempre essendo la sua “Verità” manipolata, incompresa, negata, combattuta.
Rivolgendosi ai leccesi nel lontano 25 agosto 1894, Mons. Emilio Todisco-Grande, Vescovo di Nusco, nel panegirico dei Santi Patroni, diceva: “Avete bisogno della Verità, poiché i popoli quando abbandonano la verità vanno nell’errore, smarriscono la via della Civiltà, del progresso, del bene. Oh! Quanti errori, quante menzogne sono chiamati oggi “verità”: errori e menzogne, purtroppo, oggi veicolati massicciamente dai media, seme di divisioni, di disfattismo, di dubbi: propaganda di accuse inconsistenti: la messa in atto del silenzio nei confronti del tantissimo bene che la Chiesa persegue a dimensione planetaria: i cristiani con coraggio, con l’esempio, con la preghiera continuano la testimonianza dei Santi.